MILANO PHOTO AWARDS 2026

Quello che resta, quello che è successo, quello che verrà.

CONTEST

5 fotografie • Selezione strutturata

1° Premio €1.000 • Overall Winner €1.500

CONTEST

EXHIBITION ROOM 2

8–10 fotografie • Progetto coerente

1° Premio €1.500 • Overall Winner €2.000

CONTEST

the oriol vision award

5 fotografie • Estevan Oriol Lead Judge

1° Premio €2.000 

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Quattordici mesi. Tanto è passato dalla prima idea ai giorni che abbiamo finalmente vissuto insieme. Mesi di lavoro, progettazione, collaborazioni, scelte, imprevisti e responsabilità. Poi arrivano le persone, si accendono gli schermi, la musica parte e tutto quello che fino a quel momento esisteva soltanto nei nostri pensieri prende vita.

E quando finisce, rimane un vuoto.

È una sensazione che conosco bene. Per mesi conosciamo i partecipanti attraverso le fotografie, i nomi, le locandine. Poi finalmente ci stringiamo la mano, ci guardiamo negli occhi, parliamo. Dietro ogni immagine scopriamo una persona, una famiglia, una storia. E quando arriva il momento di salutarci, vorremmo avere ancora un altro giorno.

Ci mancate già.

Noi di TheStreetSoup abbiamo immaginato i Milano Photo Awards perché sentivamo il bisogno di un appuntamento che desse alla fotografia e ai fotografi uno spazio riconoscibile in questa città. Milano sa riunirsi intorno alla moda, al design, all’arte, alla musica. Volevamo contribuire a creare quella stessa occasione d’incontro per una forma d’arte che coinvolge centinaia di migliaia di appassionati e che merita attenzione, occasioni e riconoscimento.

Abbiamo scelto un format preciso: un premio fotografico accompagnato da un evento in cui ogni partecipante potesse trovare spazio, attraverso le proiezioni digitali, le locandine personali e la possibilità di incontrarsi.

Preparare le proiezioni delle fotografie di 1.200 partecipanti, insieme agli spazi dedicati ai finalisti e ai vincitori, ha richiesto un lavoro enorme. Lo stesso vale per le locandine individuali: un impegno che ci siamo assunti con piacere, ma che soprattutto negli ultimi due mesi, con l’arrivo di tante iscrizioni, ha messo alla prova la nostra organizzazione. Ci sono stati ritardi e difficoltà. Li riconosciamo e ce ne scusiamo.

Dietro questa scelta c’era una convinzione che rimane intatta: anche chi non sale sul podio merita di essere visto.

Il cuore dell’esposizione era digitale, affiancato dai pannelli dei main exhibitor e dei vincitori. Questo era il format descritto sul sito e nei materiali di partecipazione. Alcuni visitatori si aspettavano una mostra tradizionale e sono rimasti delusi. Ci dispiace per quella distanza tra aspettative ed esperienza, e lavoreremo per rendere ancora più chiaro ciò che proponiamo.

Musica, vino, conversazioni e incontri erano parte integrante dell’evento. Qualcuno avrebbe preferito un’atmosfera diversa; tanti altri l’hanno vissuta esattamente nello spirito con cui l’avevamo immaginata.

Abbiamo visto bambini, famiglie, giovani fotografi e professionisti stare insieme. Abbiamo stappato oltre 300 bottiglie di vino, condiviso storie e visto nascere contatti che ci auguriamo diventino amicizie e collaborazioni. Anche questo, per noi, significa dare valore alla fotografia: creare le condizioni perché le persone possano costruire qualcosa insieme.

C’è però una parte di questa storia che sento il dovere di raccontare con chiarezza.

Parlo in prima persona, come organizzatore dei Milano Photo Awards e fondatore di TheStreetSoup, assumendomi la responsabilità di queste parole.

Il nostro rapporto con Nikon Italia viene da lontano. Risale al periodo in cui eravamo editori di una rivista, intorno al 2011: Nikon era nostro inserzionista e ci aveva fornito attrezzatura per i reportage, anche in Afghanistan. Quando abbiamo ideato i Milano Photo Awards, ci siamo rivolti prima di tutto a loro, proprio in virtù di quella storia.

Nikon Italia ha accolto il progetto e ha scelto fin dall’inizio di associarvi il proprio nome con la dicitura “Powered by Nikon”. Avevamo chiarito quale coinvolgimento ci aspettassimo da quel ruolo, diverso da una semplice sponsorizzazione tecnica.

Abbiamo quindi dato al partner una visibilità costante: sulle locandine, sul sito e lungo tutta la comunicazione. Persino la scelta del nero e del giallo richiamava quella collaborazione.

Qui ci concediamo una precisazione, con un pizzico di ironia.

Due persone, su 1.200 partecipanti, sono arrivate a scriverci che avremmo dovuto restituire i soldi ricevuti da Nikon e che il marchio avrebbe dovuto dissociarsi da un evento che, a loro dire, sembrava più una discoteca che una mostra.

Forse, tra una fotografia e l’altra, si aspettavano una bottiglia di Dom Pérignon al posto del Prosecco di Valdobbiadene. Su questo ci dispiace deluderle: avevamo previsto fotografie, musica, un calice e persone con cui parlare. Che qualcuno si sia anche divertito faceva parte del programma.

Quanto ai soldi da restituire, c’è un piccolo dettaglio: Nikon Italia non ci ha dato un centesimo. Un contributo economico non faceva parte dell’accordo. Non esiste quindi alcuna somma ricevuta da Nikon da restituire.

Il montepremi e la realizzazione dell’evento sono stati finanziati con le quote di iscrizione e con ulteriori risorse economiche aggiunte da noi. Chi organizza eventi a Milano sa quanto incidano una location, gli allestimenti, le attrezzature, il personale e l’accoglienza.

L’ironia finisce qui, perché dietro questi due giorni ci sono lavoro, risorse e un investimento diretto di TheStreetSoup. Le critiche sono legittime; anche la precisione sui fatti è doverosa.

La delusione nei confronti di Nikon Italia riguarda il coinvolgimento nel progetto e la presenza all’evento.

Circa un mese e mezzo prima dell’apertura ci è stato comunicato che Nikon Italia non avrebbe potuto essere presente, a causa di altri quattro eventi concomitanti a Milano.

Dopo un anno di preparazione, quella comunicazione ha avuto conseguenze concrete. Il programma prevedeva la presenza del partner e del suo stand; avevamo inoltre chiesto di offrire ai visitatori la possibilità di provare le attrezzature. Abbiamo dovuto rivedere attività, incontri e programmazione, affrontando direttamente le aspettative e le domande dei partecipanti.

Il nostro partner era presente ovunque nella comunicazione, ma assente all’evento.

Personalmente mi sono sentito profondamente deluso e, per certi versi, tradito nella fiducia che avevo riposto in questa collaborazione.

Quello che mi amareggia di più riguarda i fotografi. C’erano giovani, nuove leve, persone con talento ed entusiasmo con cui un marchio come Nikon avrebbe potuto dialogare. La sua presenza avrebbe dato un segnale di attenzione a quella comunità. La sua assenza, per come l’ho vissuta, ha rappresentato una mancanza di considerazione verso un’occasione costruita anche per loro.

Ci siamo divertiti, abbiamo condiviso due giornate importanti e l’evento ha avuto un valore che resta. Ma questo non cancella la delusione.

Le conseguenze hanno coinvolto anche il programma legato a Estevan Oriol. La presenza di Nikon Italia avrebbe dovuto essere un’occasione per farli incontrare e discutere possibili collaborazioni. Venuta meno quella prospettiva, anche la partecipazione di Estevan ne ha risentito e il programma previsto con lui non si è concretizzato.

Ai partecipanti di The Oriol Vision vogliamo però dare alcune informazioni precise.

La mostra digitale con le fotografie di tutti i partecipanti è stata regolarmente proiettata durante i Milano Photo Awards. Nelle prossime 48–72 ore decreteremo inoltre i tre classificati di The Oriol Vision.

Stiamo già parlando con Estevan per organizzare al più presto un evento interamente dedicato a lui e ai fotografi che hanno partecipato a questo progetto, con la sua presenza. Stiamo lavorando per trovare una data nel più breve tempo possibile: appena sarà confermata, comunicheremo tutti i dettagli e avviseremo i partecipanti anche via email.

Per certi versi, questo nuovo appuntamento potrà offrire un’occasione ancora più significativa: uno spazio completamente dedicato a The Oriol Vision, ai suoi autori e all’incontro con Estevan. Ci stiamo lavorando e vi terremo aggiornati.

Abbiamo riflettuto a lungo sull’opportunità di rendere pubbliche le difficoltà di questa collaborazione. Alla fine ho ritenuto giusto farlo. Ci assumiamo le responsabilità delle nostre scelte, dei nostri ritardi e dei nostri errori. È altrettanto giusto chiarire quali cambiamenti siano dipesi da decisioni altrui.

Dietro questi giorni ci sono persone che hanno lavorato per mesi, dedicando tempo, energie e risorse, e che fino all’ultimo hanno cercato soluzioni per mantenere gli impegni con i partecipanti. Penso a Luca, Danilo, Guglielmo, Alessandra e a tutte le persone che hanno contribuito. Il loro lavoro merita rispetto e un racconto onesto di ciò che è accaduto.

Anche il gala di premiazione previsto per domenica 27 settembre è stato rinviato. Era stato pensato come un momento di incontro tra i vincitori e Nikon Italia, per dare attenzione ai progetti premiati e aprire un dialogo su eventuali collaborazioni. Venuto meno quel presupposto, abbiamo deciso di riprogrammarlo.

Il gala è rimandato. Nei prossimi giorni aggiorneremo direttamente i vincitori sulla nuova data e sui dettagli dell’organizzazione.

I finalisti riceveranno inoltre le menzioni d’onore e le locandine dedicate, che saranno pubblicate sui nostri canali. Il sito ospiterà i lavori dei vincitori e dei finalisti e, a seguire, la nuova open call.

Perché i Milano Photo Awards torneranno nel 2027.

Per la prossima edizione, la nostra priorità sarà sederci nuovamente a un tavolo con Nikon Italia e capire insieme se ci siano i presupposti per proseguire questa collaborazione. Un rapporto che viene da così lontano merita un confronto sincero, anche quando ci sono delusioni da affrontare.

Sappiamo che all’interno di una realtà internazionale possono esserci impegni, esigenze e dinamiche organizzative che dall’esterno non si conoscono fino in fondo. Vogliamo quindi ascoltare anche il loro punto di vista e ripartire da un dialogo più approfondito, definendo con chiarezza il coinvolgimento, la presenza e gli impegni di ciascuno.

L’auspicio è poter costruire la prossima edizione ancora insieme a Nikon Italia. Se da questo confronto non dovessero emergere le condizioni per continuare, ci rivolgeremo ad altri possibili partner. Il percorso dei Milano Photo Awards andrà avanti, con la stessa determinazione con cui è cominciato.

Vogliamo fare di questo premio un appuntamento stabile, migliorandolo anno dopo anno. Abbiamo molto da imparare da questa prima edizione e l’ambizione di farla crescere fino a darle un posto importante nel panorama internazionale.

Grazie ai partecipanti, ai finalisti, ai vincitori, ai giudici, ai main exhibitor e a chi ha lavorato con noi. Grazie a chi è arrivato da lontano, a chi ha portato la propria famiglia, a chi ci ha abbracciato e a chi ci ha rivolto una critica costruttiva.

Soprattutto, grazie per esserci stati quando tutto questo era ancora una prima volta.

Le luci si sono spente sulla prima edizione. La storia è appena cominciata. E nella sua prima scena, per sempre, ci siete voi.

Grazie davvero a tutti.

Mirko

TheStreetSoup — Milano Photo Awards